Al massimo cinque chili, da 32 a 38 centimetri, eppure lo standard FCI definisce il piccolo levriero italiano una riproduzione esatta in miniatura di un grande levriero. Testa, torace e posteriore seguono le linee di un cane da corsa, solo in formato tascabile. Chi ne ha uno scopre presto che in quel corpo delicato si nasconde un vero velocista.
| FCI | Gruppo 10 (levrieri), sezione 3 levrieri a pelo corto, standard n. 200, senza prova di lavoro |
|---|---|
| Paese d’origine | Italia |
| Altezza al garrese | Maschi e femmine da 32 a 38 cm |
| Peso | Maschi e femmine al massimo 5 kg |
| Aspettativa di vita | Mediana di 14,0 anni in un’analisi britannica su 584.734 cani (McMillan et al. 2024) |
| Mantello | corto, setoso e fine su tutto il corpo, senza frange |
| Colori secondo lo standard | monocolore nero, grigio e isabella (dal giallo chiaro al beige) in tutte le sfumature; bianco soltanto su petto e zampe |
Dalla corte dei faraoni alle corti nobiliari italiane
Lo standard fa risalire il piccolo levriero ai piccoli levrieri della corte dei faraoni. Passando per la Laconia, in Grecia, dove è documentato da immagini su vasi e coppe, arrivò in Italia a partire dal quinto secolo avanti Cristo. La sua massima diffusione fu nelle corti nobiliari del Rinascimento, e compare ripetutamente nei dipinti dei grandi maestri. Oggi lo standard ne indica semplicemente l’impiego come cane da corsa.
Un levriero in formato piccolo
Il tronco è quadrato, il torace profondo e la groppa molto inclinata. A riposo le piccole orecchie sono ripiegate sulla nuca; quando è attento si aprono lateralmente, formando quelle che lo standard chiama «orecchie a farfalla». Condivide la struttura con il Whippet e il Greyhound, della stessa sezione, entrambi decisamente più grandi.
Vivace, affettuoso, docile
Lo standard ne riassume il carattere con queste tre parole. In casa cerca spesso vicinanza e calore, anche sotto una coperta. All’aperto resta un cacciatore a vista: un coniglio in fuga può fargli ignorare il richiamo. In genere gli bastano brevi scatti in aree recintate, giochi di ricerca e passeggiate insieme; è possibile praticare coursing in un club.
Ossa fini, pelle sottile
Lo standard richiede un’ossatura fine e una pelle sottile e ben aderente. Nella quotidianità significa evitare i salti dai mobili alti, mettere tappeti sui pavimenti scivolosi e sorvegliare i giochi con cani grandi e irruenti. Il pelo corto richiede pochissime cure, ma scalda poco: con freddo e umidità è utile un cappottino.
Denti, sistema immunitario e una lunga vita
Nell’analisi britannica di McMillan e colleghi, i piccoli levrieri italiani raggiungevano una mediana di 14,0 anni, i meticci di 12,0 anni. I denti meritano attenzione. Uno studio ha riscontrato un difetto ereditario dello smalto dentale (amelogenesi imperfetta) nel 14 per cento dei piccoli levrieri esaminati; il 30 per cento dei cani con denti normali era portatore della mutazione ENAM responsabile, per la quale esiste un test genetico (Gandolfi et al. 2013). Lo stesso lavoro cita parodontite e malattie autoimmuni come diffuse nella razza. I piccoli levrieri americani malati presentavano un’omozigosi nei geni immunitari nettamente maggiore rispetto ai sani; gli autori indicano come cause la base riproduttiva ristretta e l’uso di maschi da riproduzione molto popolari (Pedersen et al. 2015). Vale la pena lavargli i denti ogni giorno e chiedere informazioni sul test genetico e sul grado di parentela tra i genitori.
È adatto a
chi cerca un cane piccolo e coccolone con un fisico da atleta, anche in appartamento, e può offrirgli spazi sicuri per correre e posti caldi dove riposare. Anche chi è al primo cane può trovarsi bene, purché tenga conto dell’istinto predatorio.
Meno adatto a
famiglie con bambini molto piccoli che non sanno ancora toccarlo con delicatezza e a chi cerca un compagno robusto e irruente per qualsiasi tempo.
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Fonti, consultate il 20.10.2026: standard FCI n. 200 Piccolo Levriero Italiano (fci.be, versione tedesca del 24.06.2019); Gandolfi B et al., Simple recessive mutation in ENAM is associated with amelogenesis imperfecta in Italian Greyhounds, Animal Genetics 2013; Pedersen NC et al., A search for genetic diversity among Italian Greyhounds from Continental Europe and the USA and the effect of inbreeding on susceptibility to autoimmune disease, Canine Genetics and Epidemiology 2015; McMillan KM et al., Longevity of companion dog breeds: those at risk from early death, Scientific Reports 2024.
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